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21 novembre, 2007

Dati geografici: l'Europa gioca la carta dell'accesso


Il Sole 24 Ore - Guida agli Enti Locali Numero 46 del 24/11/2007 Pagina 17
Nella scorsa primavera l'Ue ha varato il primo progetto organico per definire il quadro giuridico di una infrastruttura territoriale capace di fornire servizi integrati a tutti gli utenti
di Domenico
Pennone
La mappatura del pianeta, attraverso i nuovi strumenti geofisici digitali, consente analisi molto dettagliate sui più vari aspetti del territorio. Incrociando questi dati, ad esempio, con fattori statistici è possibile avere elementi relativi alla distribuzione della popolazione, alla composizione geologica del territorio, al clima, alla fauna fino ad arrivare a quelli sulla mobilità di singole persone ricavati dalla rilevazione delle posizioni dei telefoni cellulari. Questi dati rappresentano per qualsiasi Paese uno strumento fondamentale di conoscenza e sono ormai indispensabili per ogni politica di programmazione e sviluppo. I dati geografici digitali, infatti, sono una risorsa d'importanza strategica, non solo per la pianificazione del territorio, e la difesa dell'ambiente, ma anche per lo sviluppo economico e tecnologico.Da anni gli Stati Uniti dispongono e gestiscono informazioni provenienti dai satelliti e i loro sistemi di mappatura, dell'intero territorio planetario, sono ormai molto dettagliati. L'Europa, in questo settore, presenta invece un notevole ritardo, dovuto in parte, alle minori tecnologie disponibili e anche alla disarmonia esistente tra i diversi Stati.
I LIMITI EUROPEI
Intanto, in Europa, non esiste un ente cartografico unico per la produzione e archiviazione dei dati geografici digitali. Inoltre, la diffusione degli strumenti GIS è ancora limitata e spesso accade che ogni ente agisca senza coordinarsi con gli altri. Le stesse regioni italiane utilizzano formati, scale di rappresentazione e addirittura sistemi di coordinate diverse tra loro. Il risultato è che, in alcuni casi, i dati mancano, in altri si trovano addirittura più versioni, differenti e magari non compatibili.Un altro aspetto della debolezza europea sta nella diversità delle modalità d'accesso ai dati prodotti da enti pubblici. Alcuni enti distribuiscono i propri dati al solo costo di riproduzione o addirittura ne permettono il download da Internet. Altri, invece, ne consentono il solo uso interno alla struttura che ne è proprietaria. Quasi tutti li sottopongono a pesanti vincoli di licenza.
LA DIRETTIVA
La Direttiva INSPIRE, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità europea, il 25 Aprile 2007, rappresenta il primo progetto organico per definire un quadro giuridico per la realizzazione e l'attivazione di un'infrastruttura di dati territoriali a livello europeo in grado di mettere a disposizione di tutti gli utenti servizi integrati per le informazioni spaziali.Il principio ispiratore della direttiva è quello relativo al diritto di ogni cittadino europeo ad accedere ai dati geografici ufficiali. La direttiva impone regole certe per il copyrights e per le modalità d'accesso a questi dati in possesso delle varie amministrazioni.L'INSPIRE rappresenta, dunque, il tentativo per fare fronte a una situazione di generale ritardo dell'informazione geografica in Europa che ha visto in questi anni, come abbiamo accennato, una gran frammentazione di datasets e fonti. È proprio la mancanza di armonizzazione tra le fonti, le diverse scale geografiche e le frequenti duplicazioni a rendere, infatti, difficile identificare, accedere, e utilizzare le informazioni spaziali disponibili. Grazie a INSPIRE le specifiche che saranno definite (Implementing Rules) saranno finalizzate all'interoperabilità dei servizi e all'armonizzazione delle informazioni geografiche in ambito europeo.
NUOVE REGOLE
La Direttiva obbliga quindi gli Stati Membri a migliorare la gestione dei loro map services e, in genere, di tutti i servizi che forniscono dati geografici e/o spaziali.La direttiva, nelle intenzioni della Commissione europea, dovrà consentire ai cittadini europei di trovare migliori opportunità per accedere a informazioni utili e, alle singole Amministrazioni, di beneficiare maggiormente delle informazioni fornite da altri organismi ufficiali e pubblici.Infine, INSPIRE stabilisce che i servizi pubblici di ricerca dei dati in generale non dovranno avere nessun costo per l'utente. Come ricorda la stessa parte introduttiva della Direttiva, «L'esperienza acquisita negli Stati membri ha dimostrato quanto sia importante, per il successo di un'infrastruttura per l'informazione territoriale, fornire gratuitamente al pubblico un numero minimo di servizi. Gli Stati membri dovrebbero pertanto mettere a disposizione, a titolo gratuito, almeno i servizi di ricerca e, nel rispetto di certe specifiche condizioni, i servizi di consultazione dei set di dati territoriali». Ovviamente, come vedremo, ciò è garantito limitatamente al solo accesso e non all'utilizzo libero dei dati».Non solo. «La presente direttiva - specifica l'introduzione dovrebbe applicarsi fatta salva la direttiva 2003/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 novembre 2003, relativa al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico (2), che presenta obiettivi complementari a quelli della presente direttiva».Dal punto di vista più strettamente tecnico, i servizi che saranno istituiti, grazie alla direttiva, dovranno permettere l'identificazione e l'accesso a dati appartenenti a una vasta gamma di specie, dal livello locale al livello globale, in una logica di interoperabilità per i diversi usi.INSPIRE, com'è ovvio, risulta in particolare incentrata sulla politica ambientale, ma è aperta ad altri settori come l'agricoltura, i trasporti e l'energia, l'innovazione tecnologica.Tra le attività già avviate, grazie alla direttiva, figura in particolare l'ottimizzazione e lo sfruttamento dei dati già oggi disponibili nelle varie banche dati nazionali e regionali, la ricerca di una quantità di dati maggiore e di qualità più elevata con lo scopo finale di migliorare l'elaborazione delle politiche comunitarie e della loro attuazione negli Stati membri. I principali beneficiari di INSPIRE sono proprio coloro che partecipano alla formulazione, attuazione, monitoraggio e valutazione delle politiche a livello europeo, nazionale e locale: le pubbliche autorità, i legislatori, le università, i ricercatori, il settore privato.La direttiva, va ricordato, non è un programma di ricerca e non consente finanziamenti diretti, ma grazie a essa ci si aspetta un notevole impatto nel settore a livello europeo e nazionale.
LA POLEMICA
L'Europa, dunque, con la direttiva INSPIRE, ha cercato di dare un'impronta democratica alla gestione dei geodati. La direttiva però, secondo molti, pur contenendo una serie di elementi molto innovativi in tema di condivisione e riuso dei dati nell'ambito dei paesi dell'Unione, non risolve il problema della cosiddetta proprietà dei dati. Con INSPIRE, i dati spaziali non diventano, infatti, totalmente accessibili e soprattutto potranno continuare ad avere costi elevati se si è interessati al loro utilizzo.Non è, infatti, un caso che INSPIRE preveda la realizzazione di un sistema di transazione commerciale di e-commerce per l'acquisto on line dei dati. INSPIRE prevede, inoltre, che sia la stessa Commissione, a seguito di un complesso iter, a decidere la policy sulle licenze d'uso.Il rischio, da più parti segnalato, è quello di continuare a creare servizi in cui l'utente sarà libero di consultare, ma non di usare liberamente i dati geografici. Le limitazioni imposte all'uso dei dati possono costituire un grave limite allo sviluppo di applicazioni locali soprattutto in ambito di governance. La protezione assoluta di geodati, soprattutto se si tratta di puri dati geografici numerici, rischia di rendere, di fatto, fuorilegge un'ampia gamma di servizi web realizzati anche dalle pubbliche amministrazioni locali. Tutto ciò è in contraddizione con una prospettiva di sviluppo dell'internet, anche pubblico, che va nella direzione del web partecipato o web2.0. e che provi a utilizzare i dati geografici per le proprie applicazioni.

18 novembre, 2007

Google potrebbe premiare gli italiani

Il blog di Guido Scorza (www.guidoscorza.it) aveva annunciato per primo nei giorni scorsi che dall'"Android Challenge" erano esclusi gli italiani e gli abitanti della regione canadese del Québec per non meglio specificate restrizioni locali e fiscali.
Ma adesso lo stesso Scorza suggerisce una nuova lettura dell'articolo 6 del Dpr 430 del 2001, che regola i concorsi e le operazioni a premio, e che esclude da queste restrizioni i concorsi per la produzione di opere letterarie, artistiche o scientifiche, la presentazione di progetti o studi in ambito commerciale o industriale. Il premio, in questi casi, viene considerato come "corrispettivo di prestazione d'opera" o come "riconoscimento del merito personale o un titolo d'incoraggiamento nell'interesse della collettività". In pratica gli italini non dovrebbero avere problemi a ritirare il premio in caso di vincita.

14 novembre, 2007

Cerco lavoro con un click

La legge finanziaria per il 2007 ha introdotto alcune importanti modifiche alla disciplina del collocamento. In particolare tutte le comunicazioni obbligatorie relative ai rapporti di lavoro dovranno essere effettuate tramite servizi informatici. Non più tante comunicazioni cartacee ai Centri per l’impiego, all’INPS, all’INAIL ed al Ministero del Lavoro, dunque, ma una, unica ed on-line. In pratica un nuovo sistema di accreditamento telematico attraverso cui i datori di lavoro potranno comunicare tutte le informazioni relative ad assunzioni, proroghe, trasformazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro e che segna l’avvio del nuovo Sistema Informativo del Lavoro.

Nessuno ci credeva eppure il compa resiste


La quattordicesima edizione di COM-PA (salone della comunicazione pubblica)ha chiuso i battenti registrando, secondo gli organizzatori, una crescita nel numero di espositori e visitatori. Ecco i numeri più significativi: 268 espositori, 132 convegni, 910 relatori, 510 giornalisti e soprattutto 29.750 visitatori. La manifestazione si è conclusa con la visita del ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica amministrazioni, Luigi Nicolais, che ha consegnato di persona i premi assegnati alle esperienze d'eccellenza. Tutti i nomi dei vincitori sono pubblicati sul sito.
http://www.compa.it

Google premia i migliori sviluppatori per il mobile... ma solo se non sono italiani.

Android, il sistema operativo mobile open source di Google è finalmente in distribuzione e reperibile all'indirizzo http://code.google.com/android. Alla distribuzione della piattaforma open source di Google, che consente di creare applicazioni per la telefonia mobile, è anche legato un concorso con un premio di dieci milioni di dollari diviso in due sottopremi da 5 milioni l'uno. Chiunque potrà provare a sviluppare applicativi e tentare di vincere il premio…tranne gli italiani!“Il concorso- si legge infatti nel regolamento pubblicato sul sito della società di Mountain View - è escluso ai residenti in Italia e Quebec a causa di restizioni locali».Intanto noi italiani possiamo consolarci con le prime immagini di come funzionerà Android con alcuni video messi su YouTube.

09 novembre, 2007

Le tecnologie aprono la strada alla semplificazione


Il Sole 24 Ore - Guida agli Enti Locali Numero 44 del 10/11/2007 Pagina 49-
La collaborazione tra la pubblica amministrazione e le imprese di settore punta a rimuovere gli ostacoli che frenano i progetti di sviluppo. A partire dalle scelte sul territorio.
Di Domenico Pennone


La pubblica amministrazione non deve mai rappresentare un ostacolo allo sviluppo. Ne è convinto il ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pa, Luigi Nicolais, che insieme al presidente di Confindustria servizi innovativi e tecnologici, Alberto Tripi, hanno siglato il 12 ottobre un protocollo di intesa per una collaborazione allo scopo di favorire in Italia lo sviluppo della Società dell'informazione. Tripi, che in qualità di presidente di Confindustria Sit rappresenta 49 associazioni di categoria e 60 sezioni territoriali delle imprese dei servizi innovativi e tecnologici, ha riconosciuto che il documento rappresenta un primo passo per la definizione di «un coerente programma di misure nel settore per avviare il cambiamento qualitativo del Paese». Con questo accordo le parti si impegnano a proseguire i rapporti di collaborazione già avviati da tempo sui principali temi strategici di comune interesse per le imprese, le pubbliche amministrazioni, i cittadini. Una collaborazione che già con un protocollo 2002 aveva cercato di definire regole certe nei rapporti tra aziende che operano nel settore e il Governo.L'accordo, che supera e sostituisce il precedente, prevede azioni congiunte per contribuire a ridurre il digital divide territoriale e sociale, incrementare l'innovazione del sistema produttivo e di aree economiche ritenute prioritarie nonché rafforzare il processo di modernizzazione della Pa.Concretamente questo accordo, pur senza individuare le risorse specifiche per la sua operatività, avvia attività di comune interesse che dovranno essere realizzate attraverso: apposite convenzioni; la realizzazione di studi e progetti congiunti; la costituzione di gruppi di lavoro e soprattutto l'istituzione di una task force operativa i cui componenti dovrebbero presto essere nominati.Gli imprenditori e il Governo ribadiscono dunque il loro impegno per la realizzazione di infrastrutture avanzate, di servizi innovativi ai cittadini e imprese, di soluzioni per il miglioramento della burocrazia e la riduzione della spesa pubblica. Va ricordato che il settore dei servizi innovativi e tecnologici in Italia, pur crescendo significativamente in questi anni e passando dal 2,9% del 1980 all'8,3% del 2005 in termini di dipendenti sul totale del settore privato, ha visto comunque aumentare il divario con altri Paesi europei. Tutto ciò non consente più di rimandare misure decise e già intraprese da altri Paesi in materia di e-Government, di sviluppo di infrastrutture a banda larga, di sostegno complessivo all'innovazione informatica.Il programma proposto dovrebbe muoversi nella sfera strettamente pre-competitiva dei progetti e riguarderà attività di monitoraggio, con particolare riferimento all'indagine e-Content in Italia e all'Osservatorio della Società dell'informazione. Inoltre saranno avviate da subito le iniziative per la semplificazione dei rapporti anche contrattuali tra le pubbliche amministrazioni e le imprese fornitrici di servizi innovativi. Iniziative previste anche per la promozione dell'e-Learning, nonché misure di supporto al sistema produttivo nazionale per la promozione dell'e-Business.

I servizi innovativi in rete in europa

Il peso del manifatturiero, considerato in termini di dipendenti sul totale del settore privato, è calato in Italia dal 33,3% del 1970 al 22,7% del 1995, mentre nello stesso periodo il peso dei servizi (al netto della pubblica amministrazione) è aumentato dal 45,2% al 65,1 per cento.
Lo stesso trend è stato registrato nei principali Paesi europei, ma con un'accelerazione più forte nel settore dei servizi e un calo maggiore nel settore manifatturiero. In particolare il settore dei servizi innovativi e tecnologici in Italia, pur crescendo significativamente dal 1980 al 2005 (dal 2,9% all'8,3% in termini di dipendenti sul totale del settore privato), ha visto aumentare il divario che ci separa dal Regno Unito (dal 4,7% al 5,2%) e dalla Germania (dall'1,7% all'1,9%).
L'Italia è relativamente in ritardo anche nella competizione internazionale riguardo alla fornitura di servizi delle pubbliche amministrazioni in rete. Il piccolo progresso (dal 53% al 58%) fatto registrare tra il 2004 e il 2006 nella classifica europea dei servizi disponibili on line stilata dall'Eurostat9, non ha impedito al nostro Paese di scivolare dal 9° all'11° posto della graduatoria, a vantaggio di Francia, Slovenia e Portogallo che hanno registrato crescite molto significative. È possibile scaricare il rapporto sul sito http://confindustriasi.itFonte: Confindustria Sit ed Eurostat