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28 gennaio, 2013

#Twitantonio: il confronto con i politici grazie alla Civic hacking diventa disponibile e aperto


La Civic hacking ovvero, l'attività che punta a mettere facilmente a disposizione dei cittadini i dati pubblici non si ferma nemmeno in campagna elettorale.
Dopo il raduno di Bologna del 18-20 Gennaio 2013, gli Hackers Civici italiani, che si ritrovano nel gruppo di Spaghettiopendata rilanciano con un  nuovo straordinario progetto: #Twitantonio, un'applicazione web pensata per mettere in contatto (via twitter) i cittadini con tutti i candidati ad un posto in Parlamento per le prossime elezioni politiche.
Il punto di partenza è TweetYourMEP , un software nato e coordinato nella mailing list di "Spaghetti Open Data" grazie al quale è già possibile, per ogni cittadino, mettersi in contatto con i membri del parlamento europeo. Il sistema ha infatti consentito di aggregare e raccogliere tutti i profili dei parlamentari in un'unica pagina rendendo disponibile a chiunque i contenuti da loro rilasciati tramite il Social Network Twitter.
Con #TwitAntonio, il progetto si allarga ai candidati alle prossime elezioni politiche fornendo ai cittadini uno strumento semplice anche per fare pressione e per avere maggiore trasparenza.
Decine di volontari hanno dedicato il loro tempo libero per riempire un database gli account Twitter dei candidati di tutti gli schieramenti. In pochi giorni o meglio in poche notti è nato ed è già on line
 http://www.twitantonio.it
Collegandosi alla pagina del progetto www.twitantonio.it si possono seguire e contattare tutti i candidati disponibili su Twitter ma anche partecipare attivamente al progetto arricchendo il servizio con i dati eventualmente mancanti.
Tutto il codice di TwitAntonio è ovviamente  pubblico e disponibile per il download ed è rilasciato sotto licenza GPL, in modo che tutti possano contribuire.

26 gennaio, 2013

PER LA COMMMISSIONE EUROPEA L' ITALIA, VIOLA DIRITTI SINDACALI PRECARI

Da Bruxelles arriva la richiesta della Commissione europea di eliminare entro due mesi quelle norme italiane che limitano i diritti sindacali dei precari. Non è giusto dividerli in categorie diverse a seconda della durata del loro contratto a termine.
L'esecutivo Ue, varando il settimanale 'pacchetto infrazioni', ha reso noto di aver fatto il secondo passo della procedura contro il nostro paese. E' stato infatti inviato al governo un "avviso motivato" che dà due mesi per comunicare le misure adottate per la trasposizione integrale della direttiva europea sulla rappresentanza sindacale per i contratti di lavoro a tempo determinato. La legge europea, del 1999, prevede che anche i 'precari' siano presi in considerazione per il calcolo dei rappresentanti sindacali. Per le norme italiane, invece, fanno 'massa' con diritto di rappresentanza solo i contratti con durata superiore a nove mesi. Discriminazione inaccettabile per la Commissione, perché falserebbe "il calcolo necessario a determinare se un'impresa è sufficientemente grande per dover avere organi di rappresentanza sindacale". Se l'Italia non rispetterà i due mesi concessi, potrebbe arrivare il deferimento alla Corte di Giustizia Ue.

23 gennaio, 2013

Open Budget Survey 2012. In Italia ultimi per trasparenza nei bilanci pubblici

E’ uscito l’Open Budget Survey 2012 a cura dell’International Budget Partnership. Si tratta di uno strumento che viene edito con cadenza biennale e che offre un panorama mondiale sulla trasparenza dei bilanci pubblici, il livello di partecipazione dei cittadini e l’accountability degli amministratori. Si propone come strumento per il controllo dal basso dell’operato degli amministratori.

 L'Italia si conferma ultima tra i paesi occidentali. Sul sito http://internationalbudget.org si possono esplorare i dati, scaricare il rapporto e accedere a infografiche.

Approvato dal Consiglio dei Ministri del 22 gennaio 2013 il decreto legislativo che attua, in materia di trasparenza e diffusione delle informazioni, l’articolo 1 della legge 190 del 2012


Il Consiglio dei Ministri ha approvato, nella seduta n. 66 del 22/01/2012, il decreto legislativo che attua la legge 190 del 2012 recante: “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”.
Il provvedimento, composto da 53 articoli, riordina tutte le norme che riguardano gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte delle PA ed introduce un sistema sanzionatorio per il mancato rispetto di questi vincoli.
Il nuovo testo normativo, prima di divenire concretamente applicabile, dovrà passare al vaglio della Conferenza Stato-Regioni ed essere scrutinato dal Garante per la protezione dei dati personali. 

 Di seguito, in sintesi, i punti principali del provvedimento:

1. viene istituito l’obbligo di pubblicità: delle situazioni patrimoniali di politici, e parenti entro il secondo grado; degli atti dei procedimenti di approvazione dei piani regolatori e delle varianti urbanistiche; dei dati, in materia sanitaria, relativi alle nomine dei direttori generali, oltre che agli accreditamenti delle strutture cliniche.
2. viene data una definizione del principio generale di trasparenza: accessibilità totale delle informazioni che riguardano l’organizzazione e l’attività delle PA, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
Il provvedimento ha infatti lo scopo di consentire ai cittadini un controllo democratico sull’attività delle amministrazioni e sul rispetto, tra gli altri, dei principi costituzionali di eguaglianza, imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza dell’azione pubblica.
3. la pubblicazione dei dati e delle informazioni sui siti istituzionali diventa lo snodo centrale per consentire un’effettiva conoscenza dell’azione delle PA e per sollecitare e agevolare la partecipazione dei cittadini. Per pubblicazione si intende la diffusione sui siti istituzionali di dati e documenti pubblici e la diretta accessibilità alle informazioni che contengono da parte degli utenti.
4. si stabilisce il principio della totale accessibilità delle informazioni. Il modello di ispirazione è quello del Freedom of Information Act statunitense, che garantisce l’accessibilità di chiunque lo richieda a qualsiasi documento o dato in possesso delle PA, salvo i casi in cui la legge lo esclude espressamente (es. per motivi di sicurezza).
5. si prevede che il principio della massima pubblicità dei dati rispetti le esigenze di segretezza e tutela della privacy. Il provvedimento stabilisce che i dati personali diversi dai dati sensibili e dai dati giudiziari possono essere diffusi attraverso i siti istituzionali e possono essere trattati in modo da consentirne l’indicizzazione e la tracciabilità con i motori di ricerca. È previsto l’obbligo di pubblicazione dei dati sull’assunzione di incarichi pubblici e si individuano le aree in cui, per ragioni di tutela della riservatezza, non è possibile accedere alle informazioni.
6. viene introdotto un nuovo istituto: il diritto di accesso civico. Questa nuova forma di accesso mira ad alimentare il rapporto di fiducia tra cittadini e PA e a promuovere il principio di legalità (e prevenzione della corruzione). In sostanza, tutti i cittadini hanno diritto di chiedere e ottenere che le PA pubblichino atti, documenti e informazioni che detengono e che, per qualsiasi motivo, non hanno ancora divulgato.
7. si disciplina la qualità delle informazioni diffuse dalle PA attraverso i siti istituzionali. Tutti i dati formati o trattati da una PA devono essere integri, e cioè pubblicati in modalità tali da garantire che il documento venga conservato senza manipolazioni o contraffazioni; devono inoltre essere aggiornati e completi, di semplice consultazione, devono indicare la provenienza ed essere riutilizzabili (senza limiti di copyright o brevetto).
8. si stabilisce la durata dell’obbligo di pubblicazione: 5 anni che decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui decorre l’obbligo di pubblicazione e comunque fino a che gli atti abbiano prodotto i loro effetti (fatti salvi i casi in cui la legge dispone diversamente).
9. si prevede l’obbligo per i siti istituzionali di creare un’apposita sezione – “Amministrazione trasparente” – nella quale inserire tutto quello che stabilisce il provvedimento.
10. viene disciplinato il Piano triennale per la trasparenza e l’integrità – che è parte integrante del Piano di prevenzione della corruzione – e che deve indicare le modalità di attuazione degli obblighi di trasparenza e gli obiettivi collegati con il piano della performance.
11. Altre disposizioni riguardano la pubblicazione dei curricula, degli stipendi, degli incarichi e di tutti gli altri dati relativi al personale dirigenziale e la pubblicazione dei bandi di concorso adottati per il reclutamento, a qualsiasi titolo, del personale presso le PA. 

18 gennaio, 2013

Un altro art.18 che farà discutere. Tutte le PAdevono pubblicare online in formato aperto, già dal primo gennaio 2013, tutti i dati di spesa superiori ai mille euro.


Nel “Decreto Sviluppo” Legge n. 83/2012  è previsto l’obbligo per tutte le Pubbliche amministrazioni italiane di pubblicare online in formato aperto, dal primo gennaio 2013, tutti i dati di spesa superiori ai mille euro.
Per una curiosa coincidenza l'articolo interessato è proprio l’art. 18 che cita : “La concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere […] ad enti pubblici e privati, sono soggetti alla pubblicità sulla rete internet, ai sensi del presente articolo e secondo il principio di accessibilità totale”.
In pratica le amministrazioni ( tutte) devono rendere tali dati disponibili e soprattutto pubblicarli nel modo più chiaro possibile.
Non a caso lo stesso articolo prevede che “le informazioni siano riportate, con link ben visibile nella homepage del sito, nell’ambito dei dati della sezione «Trasparenza, valutazione e merito», che "dovrebbe essere" di facile consultazione, accessibile ai motori di ricerca ed in formato tabellare aperto cioè che ne consente l’esportazione, il trattamento e il riuso.
Una volta tanto, in tema di trasparenza, sono previste anche delle sanzioni per chi non provvede.
Infatti, la pubblicazione dei dati sul sito internet "costituirà condizione legale di efficacia del titolo legittimante delle concessioni ed attribuzioni a imprese, professionisti e consulenti".
In poche parole, la mancata, omessa o ritardata pubblicazione comporta l’illegittimità dei pagamenti effettuati.

08 gennaio, 2013

E' ancora tempo di Comunicazione Istituzionale, la "rete" non basta.

La libera circolazione dei dati pubblici è giusta utile ed inevitabile ma da sola non è sufficiente a garantire il dialogo con il cittadino. La Pubblica Amministrazione ha l'obbligo di rispettare il dettato costituzionale sull'imparzialità e il buon andamento e diritto all'informazione continuando a gestire e organizzare le proprie attività di comunicazione istituzionale. Se necessario cambiamo la legge 150/2000 ma non sopprimiamo i suoi principi per risparmiare.

Nel nostro paese le leggi sono spesso scritte male, incomplete, troppo interpretabili. La ragione é dovuta quasi sempre all'eccessiva concertazione o meglio al desiderio di trovare compromessi ad ogni costo. Nei casi più gravi l'operazione "concertazione" fallisce e si procede con la peggiore delle soluzioni: si approvano leggi senza sanzioni e senza obblighi inderogabili per placare le reazioni dei gruppi interessati. 
La legge 150/2000 sulla Comunicazione Istituzionale é una di queste. 
Un legge che nobilmente è stata definita di principi ma che non prevede appunto ne sanzioni ne obblighi inderogabili alla sua corretta attuazione. 
La legge che doveva individuare uffici e professionalità capaci di garantire l'obbligo e il diritto della Pubblica Amministrazione a comunicare correttamente con i cittadino si è dimostrata in questi anni uno strumento molto "interpretabile" e soprattutto utilizzabile alla bisogna.
Anche per questo, difronte alle difficoltà finanziare che stanno strangolando le amministrazioni locali e nazionali, la strada che si sta seguente è quella di un lento inesorabile abbandono degli stessi principi enunciati nel provvedimento e che tante speranze avevano suscitato tra i difensori del diritto/obbligo per la Pubblica Amministrazione a/di Comunicare.
Prima della riforma del 90 e soprattutto della legge 150/2000 sulla comunicazione istituzionale il nostro ordinamento non prevedeva ne uffici, ne personale, ne regole fisse per il contatto con l pubblico. Con la riforma Bassanini ma soprattutto con la legge 150/2000 tutto sembrava dover cambiare per le relazioni tra pubblica amministrazione e cittadini. Si stabiliva innanzitutto che ogni pubblica amministrazione ha l'obbligo di fornire una corretta informazione e soprattutto una corretta modalità di comunicazione e che il lavoro di relazioni deve essere svolto da personale qualificato, formato, esclusivamente dedicato a questa funzione.
Una rivoluzione che si é affiancata all'altra rivoluzione: quella telematica, che tanti risultati ha portato, tante aspettative ha sollevato, ma anche tanti equivoci ha generato. Un uso corretto ed avanzato dei siti web della PA e oggi la libera circolazione di tutti i dati disponibili potrebbe risolvere molti problemi di contato tra utenti e amministrazione, ma la necessita di avere una pubblica amministrazione evoluta, presente sul web con tutti i propri servizi, capace aprirsi al mondo che ormai ha scelto la rete per relazionarsi non è sufficiente. 
Il front office, il comunicatore professionista, che sa parlare con i cittadini e sa Interpretare i bisogni e le aspettative e contribuisce a migliorare anche il funzionamento della propria amministrazione é indispensabile. 
Come resta indispensabile il ruolo del giornalista che dialoga e agevola il lavoro svolto dai media.
Sarebbe un errore non puntare ancora sul rafforzamento degli uffici per le relazioni con i pubblico e degli uffici stampa istituzionali. Un errore abbandonare la formazione di primo contatto e di relazioni pubbliche dei tanti dipendenti pubblici che già svolgono questo compito e che potrebbero ancora svolgere. Un errore pesare che siccome molti uffici URP hanno fallito e molti Uffici stampa sono stati utilizzati per non corretti istituzionali questa esperienza vada superata senza pensare a come sostituirla. 
Il web é importante é fondamentale ma non basta. La pubblica amministrazione ha ancora bisogno di uomini e donne che parlano con i cittadini e con i media, fuori dalle segreterie politiche, svolgendo il proprio lavoro nell'interesse esclusivo dei cittadini e degli operatori dell'informazione. 
In questi mesi stiamo assistendo ad un pericoloso processo che sollecitato dalla necessità di ridurre i costi porta le amministrazioni ad investire sempre meno nella formazione dei propri addetti alla comunicazione ed a chiudere se non a penalizzare gli uffici per le relazioni con il pubblico, per l'informazione Istituzionale ma anche ad abbandonare tutte le campagne informative.
Le conseguenze di questo processo di erosione della comunicazione Istituzionale potrebbe avere nel medio periodo conseguenze gravissime con un pericoloso ritorno indietro delle PA. 
La libera circolazione dei dati pubblici è giusta, utile ed inevitabile ma da sola non è sufficiente a garantire il dialogo con il cittadino. La trasparenza non può esaurirsi con la pubblicazione dei dati. E' necessario che quei dati che sicuramente possono essere utilizzati da soggetti privati, che ne hanno i mezzi per interpretarli, siano spiegati, illustrati, chiariti a quanti quei mezzi non hanno o non sono disposti a pagarli. 
La Pubblica Amministrazione ha l'obbligo di rispettare il dettato costituzionale sull'imparzialità e il buon andamento e diritto all'informazione continuando a gestire e organizzare le proprie attività di comunicazione istituzionale.
Se necessario cambiamo la legge 150/2000 ma non sopprimiamo i suoi principi per risparmiare.

05 gennaio, 2013

Lo scadenziario elettorale 2013

Ecco a voi tutte le scadenze per le elezioni 2013 copiato pari pari dal sito http://pdmonzabrianza.it/
ELEZIONI POLITICHE 24 E 25 FEBBRAIO 2013
Principali scadenze del procedimento elettorale
DATA DELLA VOTAZIONE
24 E 25 FEBBRAIO 2013
Periodo di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Presidente della Repubblica con il quale vengono convocati i comizi elettorali
Tra il 70° ed il 45° giorno antecedente la votazione
Da domenica 16 dicembre 2012
a giovedì 10 gennaio 2013
Periodo nel quale debbono essere depositati presso il Ministero dell'Interno i contrassegni dei partiti e le designazioni dei rappresentanti effettivi e supplenti, incaricati di depositare le liste
Dalle ore 8,00 del 44° giorno alle ore 16,00 del 42° giorno
Da venerdì 11 gennaio 2013
a domenica 13 gennaio 2013
Periodo entro il quale possono essere presentate le designazioni di altri rappresentanti supplenti incaricati di depositare le liste
Dal 41° al 35° giorno antecedente la votazione
Da lunedì 14 gennaio 2013
a domenica 20 gennaio 2013
Periodo in cui devono essere presentate le liste di candidati negli appositi uffici istituiti presso le cancellerie delle Corti d'Appello
Dalle ore 8,00 del 35° alle ore 20,00 del 34°
giorno antecedente la votazione
Da domenica 20 gennaio 2013
a lunedì 21 gennaio 2013
Termine entro il quale devono pervenire al sindaco le domande per la propaganda indiretta
Entro il 34° giorno antecedente la votazione
Lunedì 21 gennaio 2013
Periodo in cui devono essere presentate le richieste per gli spazi dei messaggi politici autogestiti alle sedi nazionali o regionali della RAI
Dal 33° al 32° giorno antecedente la votazione
Da martedì 22 gennaio 2013
a mercoledì 23 gennaio 2013
Inizio della propaganda elettorale indiretta
Dal 30° giorno
Venerdì 25 gennaio 2013
Periodo dal quale sono in vigore le agevolazioni postali
Dal 30° giorno
Venerdì 25 gennaio 2013
Periodo dal quale è vietato rendere pubblici o diffondere sondaggi politici/elettorali
Dal 15° giorno antecedente la votazione
Da sabato 9 febbraio 2013
Scadenza del termine per la presentazione delle designazioni dei rappresentanti presso l''Ufficio Centrale Circoscrizionale e presso l'Ufficio Elettorale Regionale
Entro le ore 12 del giorno della votazione
Domenica 24 febbraio 2013
Periodo entro il quale i candidati di Camera/Senato devono presentare i rendiconti e consuntivi relativi ai contributi/servizi ricevuti e delle spese sostenute ai rispettivi Presidenti delle Camere ed ai rispettivi Collegi Regionali di Garanzia
Entro 3 mesi dalla data di proclamazione. A tale scadenza sono tenuti anche i candidati non eletti
Periodo entro il quale i partiti/coalizioni devono presentare il consuntivo relativo alle spese e alle fonti di finanziamento ai Presidenti di Camera e Senato
Entro 30 giorni dalla data delle elezioni