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25 settembre, 2010

UN MEGA POZZO AI CAMPI FLEGREI PER PREVENIRE IL RISCHIO VULCANICO

Si chiama CFDDP, acronimo di "Campi Flegrei Deep Drilling Project", ed  è considerato il più importante esperimento al mondo nel campo della vulcanologia. 
Il CFDDP vede tra i suoi partners importanti istituti di ricerca internazionali, è finanziato dal Consorzio Internazionale per le Perforazioni Profonde Continentali (ICDP) è  guidato dall'Istituto Nazionale dei Geofisica e Vulcanologia.
L'iniziativa, che ha avuto una fase di elaborazione di cinque anni, studierà in maniera diretta, anche attraverso perforazioni della crosta, l'area dei Campi Flegrei, su cui sorge buona parte della città, con i quartieri di Fuorigrotta, Bagnoli e Agnano.
L'obiettivo è di diminuire drasticamente il rischio vulcanico nella zona ovest di Napoli, area a più alto rischio al mondo a causa dell'alta urbanizzazione: per questo motivo all'inizio di ottobre sarà
scavato un pozzo tra il Vesuvio e i Campi Flegrei.   
Lo studio, in particolare, servirà ad approfondire la conoscenza dei meccanismi che generano eruzioni e fenomeni di bradisismici cioé il sollevamento e abbassamento del suolo che da millenni caratterizza quest'area della città partenopea. 
Già nei primi giorni di ottobre inizierà  la perforazione del 'pozzo pilota' che raggiungerà i 500 metri di profondità, intervento propedeutico a una successiva perforazione da 4 chilometri, finalizzata allo studio ravvicinato della parte più importante dell'apparato vulcanico, che interesserà rocce dalla temperatura superiore ai 500 gradi.
L'importanza del progetto CFDDP, sostengono gli esperti  non attiene unicamente alla mitigazione del rischio vulcanico nell'area ma produrrà anche un salto di qualità nella conoscenza del vulcanismo più esplosivo sulla Terra. Lo studio dettagliato di una delle aree con il sottosuolo più 'caldo' al Mondo, offrirà l'opportunità di studiare le potenzialità e le migliori tecnologie di sfruttamento di quella che, specialmente in Italia, potrà essere l'energia del futuro, pulita, rinnovabile e capace di sostituire, anche in termini quantitativi, i combustibili fossili ed il nucleare.

4 commenti:

mimmopennone ha detto...

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Alessandro Cascone è una grandissima cagata e lo dico da geologo. In tutto il mondo si sfrutta l'energia geotermica del sottosuolo senza dover fare sperimentazioni in tal senso e con temperature "normali".Il rischio vulcanico si prevede dislocando tutti lontano dal Vesuvio. Ma ovviamente nessuno lo dice.2 ore fa 


Umberto Minopoli Ma no Alessandro perche? Lo sfruttamento della geotermia e' una cosa. E su quello potresti avere ragione. Anche se li' non si e' mai riusciti a sfruttarla. Lo studio del bradisisma , invece, e' un'altra cosa. L'articolo parla di rischio vulcanico nei CF non del vesuvio , in questo caso. E di perforazioni per valutare l' attivita' magmatica specifica nei CF. Che c'entra vesuvio? Li' sono d'accordo con te. Il pericolo non viene enfatizzato ma c'e'. Pero' e' comprensibile la cautela.2 ore fa · Mi piace


Alessandro Cascone Umberto, ho fatto un esame di Fisica Terrestre con il compianto prof. Alessandro Olivieri proprio sui Campi Flegrei e ti dico che la cagata rimane tale e quale. In Italia viviamo l'assurdo di parlare di rischio e di far finta di dimenticare che presuppone l'antropico alla pericolosità. Si vuole ridurre il rischio (e non la pericolosità) ? Bene ! bisogna dislocare ! in caso contrario significa buttare soldi dei contribuenti e prendere per i fondelli la gente. Sarno docet. Anche se la gente, a ben vedere, vuole essere presa per i fondelli...circa un'ora fa · 


Umberto Minopoli E cmq il bradisisma ha deciso la mia vita. I miei ci portarono via da Pozzuoli per il bradisisma del 1970: dopo secoli di lenta discesa la terra comincio' velocemente a salire....fuga generale ma inutile.circa un'ora fa · 


Alessandro Cascone appunto ! la questione è ciclica e Olivieri lo disse molto chiaramente.circa un'ora fa ·


Umberto Minopoli Non ti capisco davvero. Non e' che si pretende di risolvere il rischio con le analisi. Mi pare proprio con te parlammo tempo fa di risck assessment: valutare il rischio e' uma chisve per decidere le risposte ai fini della sua mitigazione. Mi sembra strano che tu dica che nei CF non si debba analizzare il grado di pericolosita' dei fenomeni che avvengono. Per il resto concordocirca un'ora fa · 


mimmopennone ha detto...

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Alessandro Cascone Umberto, per i fenomeni naturali il concetto di mitigazione del rischio l'ho sempre considerato una cagata di dimensioni colossali. Ho fatto una tesi di laurea sulle frane in Molise e ho visto le opere di mitigazione del rischio venirsene a valle con le montagne.
Ti riporto inoltre il seguente articolo che ho ritrovato sul web:
Repubblica — 25 settembre 1984 pagina 18 sezione: CRONACA
NAPOLI - Quando, nelle settimane scorse, il geologo inglese John Guests affermò che il bradisismo di Pozzuoli non era affatto in via di esaurimento e che si potevano prevedere anche a tempi brevi sviluppi drammatici come un' eruzione della solfatara o un maremoto, le autorità della Protezione civile, i ricercatori dell' Università di Napoli e dell' Osservatorio vesuviano replicarono sostenendo che l' allarmismo dello studioso venuto dall' Inghilterra era del tutto ingiustificato. Adesso quelle previsioni cominciano ad essere considerate in maniera diversa. Nell' area flegrea il bradisismo continua a dare "mazzate" con scosse precedute da boati e accompagnate da sciami sismici. Dal luglio dell' 82 il suolo ha avuto un sollevamento di un metro e 70 centimetri. Quasi tutte le case del centro storico puteolano sono gravemente lesionate. Il piano di evacuazione dell' area che va da Pozzuoli ai quartieri a nord di Napoli con oltre 400 mila abitanti fino a pochi giorni fa era un' ipotesi. Ora è una realtà. Non si esclude più, quindi, che il "bradisismo possa sfociare in una eruzione vulcanica". Oltre 500 copie del piano, per Comuni e Circoscrizioni, sono già pronte e domani le esaminerà la commissione nazionale Grandi rischi che verrà a Napoli, insieme con il ministro Zamberletti per un sopralluogo. In prefettura ci sarà una riunione per studiare il modo di garantire a migliaia di famiglie un esodo non traumatico in caso di "drammatica necessità". Dice il prefetto Riccardo Boccia: "E' bene che la gente sappia come comportarsi e che si parli sempre più diffusamente, di quanto sta accadendo nella zona flegrea". Dalla riunione dovrà scaturire anche un nuovo invito al consiglio di amministrazione dell' Istituto universitario navale affinchè l' equipe del professor Mirabile riprenda le operazioni lungo i fondali del golfo flegreo. La commissione Grandi rischi dovrà occuparsi, dopo aver esaminato il voluminoso dossier che le è pervenuto, delle affermazioni del professor Alessandro Olivieri del Castillo, docente di Fisica terrestre all' Università di Napoli, secondo il quale "l' intero nucleo urbano del centro di Avellino è pericolante e può causare impensate catastrofi in caso di nuove scosse telluriche".circa un'ora fa ·

Umberto Minopoli Alessandro tu quando imbocchi una via per tenerla ferma arrivi agli assurdi. Stai tranquillo che non diciamo cose lontane se tieni la barra ferma. Che vadano fatte indagini di risck assessment e' normale o no? Le si fanno per tutti vulcani del mondo. Perche' a pozzuoli no? L'indagine serve a valutare il livello del rischio. E' normale no? Tu discuti il problema delle risposte. Qui posso concordare. Anche se non ho capito dove vuoi arrivare: evacuare di nuovo pozzuoli? Prima di farlo vorrei che ne fossero convinti. E dunque indagini ulteriri servono. Nel 1984 la citta' venne evacuata con le stesse motivazioni che tu oggi ricordi con quell'articolo. Sono passati 25 anni senza alcuna eruzione. E' pero' anche vero che nel 500 il Monte Nuovo nacque in una notte senza aver avvertito nessuno. Il tema e' delicato e Pozzuoli lo discute cosi' - evacuare o aspettare segni tangibili diberuzione- da 2000 annicirca un'ora fa ·

mimmopennone ha detto...

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Domenico Pennone Il progetto CFDDP vede tra i suoi partners importanti istituti di
ricerca internazionali ed è finanziato dal Consorzio Internazionale per le Perforazioni Profonde Continentali (ICDP) guidato dall'Istituto Nazionale dei Geofisica e Vulcanologia,
con i coordinatori Giuseppe De Natale e Claudia Troise della
sezione di Napoli dell'Osservatorio Vesuviano. Confesso che anche a me è venuto il dubbio che più che ricerca sul "rischio" era un metodo elegante per avviare ricerche sullo sfruttamento, ma la cosa non mi scandalizza moltissimo. Sicuramente se parliamo di rischio Vesuvio ha ragione Alessandro. Unica soluzione la dislocazione e la scelta delle vie di fuga. Ma per i campi flegrei, come giustamente ricorda Umberto, il discorso è diverso. La storia di un intero popolo è scandita dall'umore di quella terra e non si può non considerare una convivenza antica come necessaria ed non evitabile. Quindi la scienza fa bene ad attrezzarsi.circa un'ora fa · Mi piace

Umberto Minopoli Gli istituti che cita Mimmo danno garanzie di serieta' . Nel 1970 a parlare di bradisisma a Pozzuoli c'erano fattucchiere, santoni, ciarlatani e speculatori. Ci costrinsero a fuggire in una settimanacirca un'ora fa · 

Alessandro Cascone ‎@Domenico poniti una domanda: perchè c'è bisogno di avviare ricerche sullos fruttamento se oggi le pompe a bassa entalpia (relative a sottosuoli con T normali) già danno ottimi risultati in termini di resa energetica ?
@Umberto per gli eventi anturali una cosa che non viene mai detta in termini di risk assesment è che bisogna distinguere tra rischio specifico e rischio totale. Il rischio specifico, inteso come il grado di perdita atteso quale conseguenza di un particolare fenomeno NATURALE di data intensità, non è facilmente prevedibile a priori. Infatti mentre la pericolosità diminuisce al crescere dell'intensità (eventi più intesi sono meno probabili), la vulnerabilità e l'esposizione tendono invece ad aumentare con essa.
Essendo poi il rischio totale legato al rischio specifico da un rapporto di proporzionalità diretto, ne viene da se che soffre della stessa difficoltà di previsione di quello specifico.
Non so se è chiaro il problema per i fenomeni naturali...53 minuti fa ·

mimmopennone ha detto...

Alessandro Cascone sulla serietà degli enti citati nell'articolo nulla questio. Anche se tutti "abbiamo famiglia".51 minuti fa · 

Domenico Pennone ‎@Alessandro Be, a me hanno confermato che le ricerche non sono per lo sfruttamento.51 minuti fa ·

Alessandro Cascone ‎@Domenico
fatti confermare, se vuoi, anche sulla questione delle valutazioni del rischio specifico e totale che ho riportato a Minopoli50 minuti fa ·

Domenico Pennone ‎@Alessandro non è il mio settore ma ci proverò. Grazie ;-)45 minuti fa ·

Umberto Minopoli Apprezzo molto le tue dotti osservazioni ma non capisco perchè ci vogliamo complicare la vita. Tu descrivi come si valuata il rischio nei fenomeni naturali e descrivi la latente imprevedibilità. Parlando del bradisisma io mettevo in luce l' imprevedibilità. E chiedevo : che si fa dinanzi ad un rischio imprevedibile? Si valutano i vari effetti possibili e la diversa gradazione degli eventi ipotizzabili e si prendono misure corrispondenti. Dire imprevedibile non basta. E' imprevedibile una parte di eventi. Altri no, sono prevedibili. E dunque vanno studiati con le indagini di cui ci ha parlato Mimmo. Perchè ci si dovrebbe fermare? E di fronte ad un rischio, in parte, imprevedibile che si fa? Gli ecologisti fanatici ( è il tuo caso? spero di no ) applicano il principio di precauzione assoluto. Che in questo caso significherebbe: evacuiamo Pozzuoli. E poi Napoli. E poi la Sicilia . E poi, e poi...I razionalisti dicono: valutiamo il rischio finchè è possibile. Predisponiamo tutte le misura dalla mitigazione all'eventualità di misure drastiche. Prepariamoci. Ma senza inutili alarmaismi e catastrofismi che intralciano le decisioni e rendono il problema insolubil. A me sembra così normale. Perchè polemizzare per partito preso?32 minuti fa

Umberto Minopoli Quanto allo sfruttamento. Se pure fosse dov'è il problema? Va sfruttata o no la geotermia? mi sembrava di s'. E' una fonte rinnovabile. Quelle che piacciono tanto alla vulgata ecologista. Dunque? Ma forse, alessandro intendeva dire che tutto già si sa dello sfruttamento della geotermia e quindi queste indagini sono inutili. Non so. Vorrei capire meglio lo scetticismo. tendenzialmente, come Mimmo, faccio a fidarmi della serietà scientifica degli intenti. Fino a PROVA contraria...

Alessandro Cascone esatto Umberto, sono indagini inutili se la ratio è lo sfruttamento.
Inoltre, avendo lavorato come professionista sia in perforazioni sui 30 mt di profondità in zona campi flegrei (Baia) con T di falda intorno agli 80 °C (con ammosciamento di tubi in PVC successivamente calati in foro) e sui 250 mt in terreni a T normale, ho seri e fondati dubbi che si possano condurre perforazioni nella zona in oggetto alle profondità indicate dall'articolo.