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23 luglio, 2012

Open Coesione, ottimo lavoro ma adesso bisogna lavorare dal basso.

OpenCoesione è il primo portale sull'attuazione degli investimenti programmati nel ciclo 2007-2013 da Regioni e amministrazioni centrali dello Stato con le risorse per la coesione.  "I dati sono pubblicati - si legge nella prefazione al sito - perché i cittadini possano valutare se i progetti corrispondono ai loro bisogni e se le risorse vengono impegnate in modo efficace".  Non credo sia necessario aggiungere altro, ne hanno parlato già in tanti e se proprio ci tenete qui trovate ogni risposta che vi serve. http://opencoesione.gov.it/faq/ La valutazione del lavoro, anzi un vero e proprio collaudo, é stato fatto egregiamente dagli amici di  http://www.spaghettiopendata.org/ e qui trovate un buon riassunto di Alberto Cottica http://www.chefuturo.it/2012/07/spaghetti-open-data-vs-opencoesione-collaudo-in-diretta-del-nuovo-portale-di-dati-aperti-sui-progetti-di-coesione/  Mi permetto solo di aggiungere una piccola riflessione. Il lavoro é ottimo e al ministro va tutto l'apprezzamento soprattutto per averci creduto. Si tratta di un grande sforzo ma mi sia consentito, questo lavoro, un po calato dall'alto,  non basta per diffondere  i temi Dell Open Data dentro tutta la PA.  Si perché come anche altre esperienze internazionali hanno insegnato l'Open Data deve diventare un metodo di lavoro, una cultura diffusa in tutti gli uffici pubblici per dare risultati. Ho lavorato in passato su e per i Fondi Europei e posso assicurarvi che negli uffici che se ne occupano non esiste alcun cultura dei dati, ne di conoscenza ne di distribuzione degli stessi. Figuriamoci in altri settori della PA dove non esistono obblighi di trasparenza così forti come quelli imposti dall UE.  Insomma credo che nei prossimi mesi occorrerà lavorare per diffondere la cultura dei dati liberi in tutte le amministrazioni che li detengono.  Formazione, gruppi di lavoro, sedi di incontro. Magari utilizzando anche le straordinarie competenze e professionalità che gruppi spontanei come spaghettiopendata hanno dimostrato di avere. Ripartire dal basso insomma come avvenne quando a seguito della prima riforma della PA si diffuse in tutte le amministrazioni quel bisogno di comunicare e di farlo bene. 

3 commenti:

Marco F. ha detto...

Io avevo scritto di quanto sia grosso l'impegno soprattutto culturale richiesto ai dipendenti pubblici dall'apertura dei dati qui

Domenico Mimmo Pennone ha detto...

Ottimo lavoro lo posto su Twitter un ottima base di lavoro.
Se ci lasciassero fare...

Marco F. ha detto...

Grazie per il complimento, fammi sapere se hai risposte.