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22 luglio, 2012

I comunistipentiti e il peccato originale

Nel nostro paese esser stati militanti comunisti in gioventù é considerato per alcuni una sorta di peccato originale da scontare permanentemente. Proprio come un peccato originale é vissuto, da questa minoranza, come un segno di appartenenza indissolubile e insieme come la condizione da rinnegare in eterno.
Clamorosi i casi di fondamentalisti disposti a tutto pur di scontare il peccato. Il più famoso resta quello di Giuliano Ferrara. Comunista non per scelta ma per eredità, Giuliano, ha passato una vita a tentar di espiare il suo peccato, fustigandosi con le peggiori esaltazioni reazionarie, arrivando a raccogliere misticamente bottiglie piene d'acqua davanti ad una chiesa per dimostrare la sua sacrale appartenenza alla specie italica più moderata.
Ma gli esempi di peccatori penitenti si sprecano. Li unisce comunque la doppiezza tipica dei fondamentalisti. Da un lato non perdono occasione per annunciare la loro eterna redenzione dall'altro amano ritrovarsi in catacombe di peccatori, visti i tempi anche collocate nel mistico mondo di Facebook. Si perché é noto che gli ex/post/ante comunistipentiti soffrono enormemente il disagio di comprendere in ritardo la modernità e inseguono goffamente le novità arrivando regolarmente ad usarle quando queste sono superate.
La catacomba più nota é quella di "Sono stato iscritto al PCI" pagina di Facebook che per il dibattito che vi si legge appare molto simile ad una commissione della terza inernazionale. Per amore di verità va detto che questa agorà telematica non é peró frequentata solo da chi vive con senso di colpa la passata appartenenza. Molti felici ex comunisti che non si stracciano quotidianamente le vesti addirittura si divertono e chiacchierano in questo forum anche seriamente di politica e di calcio.
Altri penitenti, maggiormente evoluti, si sono avventurati su Twitter dove quotidianamente rilasciano i loro mini sermoni pro moderatismo esasperato.
I veri penitenti si individuano comunque subito perché oggetto di pesanti e spesso ingiustificate accuse di trasformismo da parte di loro ex compagni rimasti non si sa come ancora comunisti. Anche la loro collocazione sociale e professionale li rende facilmente individuabili. Si tratta quasi sempre di persone che occupano posti di rilievo nel nostro paese. Manager, giornalisti, artisti, imprenditori di successo. Molti dei quali bravissimi, che avrebbero occupato quei posti anche senza l'aiutino del partito, altri un po' meno.
I cattivi che li attaccano sostengo che le loro dichiarazioni di espiazione sarebbero dettate addirittura dal loro bisogno di accreditarsi ai potenti di turno nonostante la loro storia.
Ma a generalizzare si sbaglia sempre anche se il loro comportamento in gruppo alimenta qualche sospetto (quelli furbi non a caso disertano i gruppi).
Comunque, questo continuo voler prendere distanze da una storia ormai superata e improponibile con atti e esternazioni contingenti non ha molto senso, soprattutto, se esercitato sul SocialNetwork del cazzeggio per antonomasia.
Ricordo che molti ex fascisti hanno rinunciato serenamente al loro passato senza sentire la necessita di postare ogni giorno su facebook qualcosa di sinistra. Lo stesso per fortuna fanno tantissimi ex comunistipuri in gioventù che senza rinnegare la loro storia oggi hanno scelto di ragionare con serenità e senza ideologismi collocandosi magari anche su posizioni destrose senza vergogna ne per il presente ne per il passato. Ma forse é proprio questo il male dei comunistipentiti. Restano ideologicamente dipendenti dalla loro storia e la cosa gli pesa.
Simpaticamente e che nessuno se ne abbia a male ;-)

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