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03 dicembre, 2009

Innovatori perseguitati


Speravo proprio di non dover mai più scrivere post come questo e invece...
Molti colleghi mi scrivono, alcuni addirittura mi telefonano,  per segnalare "azioni di diffida" di solerti dirigenti nei confronti di"innovatori" che provano a migliorare la comunicazione istituzionale della PA utilizzando strumenti 2.0.
Il caso classico è l'uso di servizi quali Youtube o Livestream per diffondere video o dirette istituzionali. Ricordo che, utilizzando questi strumenti, gratuiti, si evita di intasare i server degli enti pubblici e soprattutto si risparmiano inutili ed esosi investimenti in acquisto di "banda",  software e piattaforme complesse mai capaci, tra l'altro, di dare risulatati soddisfacenti.
Bene, è facile in questi casi incorrere in contestazioni e diffide da parte di qualche dirigente che può contestarci l'uso di strumeti "privati" che possono diffondere pubblicità sui nostri contenuti.
Anche strumenti di socialnetwork quali facebook o twitter, quando utilizzati dalla PA, trovano sempre qualcuno pronto a contestarne l'uso.
Io, su questa questione la penso come il mitico Gianluigi Cogo e non ho paura di invitare i colleghi a rischiare qualche contestazione che ben presto sarà superata dalla storia :-) prima ancora che dalle leggi. Leggi che tra l'altro non credo vietino in alcun modo l'utilizzo da parte della PA di tali strumenti (ho ragiorne professor Belisario?).
Ricordo che molti anni fa, dopo essere riuscito a registrare e mettere on line uno dei primi siti web istituzionali del nostro paese (forse il primo), mi beccai una nota durissima  da parte di un burocrate che mi contestava "l'uso di strumenti di pubblicità non previsti dalla legge per atti dell'Amministrazione".  Avevo semplicemente pubblicato dei bandi di gara sul sito, bandi che erano naturalmente affissi all'albo pretorio. E pensare che tra pochi mesi l'albo pretorio andrà finalmente in pensione e la validità legale spetterà solo ai documenti elettronici:-(
Vi chiedo aiuto e conforto per me e per i tanti colleghi che sono costretti ogni giorno a combattere da anni la difficile battaglia per innovare la PA, contro arretratezza tecnologica, ostilità burocratiche e soprattutto assenza di regole. Regole che potrebbero, invece, in qualche modo proteggere e incentivare chi opera concretamente per innovare la PA.

1 commento:

Gigi Cogo ha detto...

fatto: http://www.webeconoscenza.net/2009/12/04/ascolto/