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23 giugno, 2008

11 anni fa !!!


Questo articolo, che ormai avevo dimenticato, è stato scritto dal sottoscritto più di 11 anni fa. L'ho ritrovato in rete per caso. E' proprio vero LA RETE NON RISPETTA IL DIRITTO ALL'OBLIO.
Comunque è sorprendente la sua attualità.


The NET
A chi gli chiedeva se credesse in Dio, Isaac Asimov scienziato e grande scrittore di fantascienza, rispondeva più o meno così: "Non posso dire se Dio esiste, ma il giorno in cui tutti i computer del mondo saranno collegati, qualcosa di molto simile a ciò che noi intendiamo per Dio esisterà." Asimov, inventore della indimenticabile saga della "Fondazione e delle leggi della Robotica", scrittore culto per una generazione di appassionati; non ha avuto il tempo di vedere il diffondersi di uno dei più grandi fenomeni mondiali di questo fine secolo, che poi era anche la sua profezia: L'affermarsi di Internet, ovvero il tentativo riuscito di collegare, appunto, tutti i computer del mondo in un'unica rete. Asimov, probabilmente, in qualche modo aveva calcolato, la straordinaria potenza che può sprigionarsi dall'avere l'intero patrimonio d'informazioni e di conoscenza che i computer possono archiviare, tutto insieme disponibile, utilizzando un mezzo, che tra l'altro, risulta essere anche il più potente strumento di comunicazione ovvero: "la rete globale". Internet, la Rete, oggi non è ancora veramente Universale e nessuno sa se un giorno essa veramente lo sarà, ma intanto inevitabilmente, essa si diffonde in maniera così esponenziale, come mai invenzione umana era riuscita. Ma la cosa più straordinaria e che Internet riesce ad affermarsi non solo come potente fenomeno tecnologico e innovativo ma anche e soprattutto come fenomeno culturale e con la stessa capacità di diffusione. Negli USA, paese inventore e culla di "The Net" sempre di più si afferma la cultura del "esisti se sei nella rete". La Profezia di Asimov dunque in qualche modo veramente si sta avverando e Internet rischia addirittura di assomigliare sempre di più anche ad una Chiesa. Nel senso ovviamente di religione. Chi la rete la usa davvero, per lavoro, studio piacere o quant'altro e non ne parla solo, ha infatti alcune certezze che inevitabilmente è possibile paragonare a quelle di un credente. La Rete c'è, è ovunque ed è onnipotente, anche se non si vede e non si tocca. Anche altri concetti assai simili a dogmi sono diffusi tra i cosiddetti "Utenti della rete" ma incredibilmente capovolti rispetto ad ogni tradizione. In primo luogo l'idea che Internet è un'onnipotenza, ma creata dall'uomo, mentre è noto che per ogni religione classica è sempre vero il contrario, ovvero che l'uomo è frutto dell'onnipotenza. Anche il concetto di "Eden perduto" in questo caso viene invertito, L'eden (non il paradiso) appartiene al futuro, ci sarà ..., quando tutto potrà essere fatto sulla rete, quando basterà premere dei tasti per ricevere a casa la pizza appena sfornata o il certificato comunale. Tutto sommato niente altro che la buona frutta appesa all'albero, sempre a portata di mano, di catechesi memoria. Banalizzazioni a parte, la diffusione nel mondo di Internet, come strumento di comunicazione e come innovazione tecnologica, economica, sociale e culturale è tale che i rischi di rimanere nel nostro paese ai margini della sua diffusione è troppo alto. Per ritornare all'azzardato paragone, forse vale la pena di ricordare che l'Islam e il Cristianesimo diffusero, con la fede, anche cultura e civiltà. Chi non ne fu coinvolto spesso, troppo spesso, è rimasto ai margini anche dell'evoluzione. In Italia troppe ancora sono le resistenze, anche istituzionali e culturali al diffondersi del verbo di "The Net" e i pochi utilizzatori rischiano qui di essere setta più che chiesa. Possibile che nel nostro paese il 50% della popolazione si vede oggi di fatto vietato l'uso della rete perché costretta da un arcaico sistema monopolistico di gestione delle comunicazioni a dover subire tariffe insopportabili ?. Ci riferiamo al fatto che chi non abita nei centri urbani capoluoghi (ovvero il 50% degli Italiani) per chiamare i fornitori di accesso che ovviamente e generalmente hanno sede nelle grandi città sono costretti ad usare la Teleselezione. Che fine hanno fatte le proposte del Ministro Maccanico e del sottosegretario Vita sul numero unico di accesso ad Internet ? E non ci si dica, come fa la Telecom, che il numero di utenti è troppo basso per giustificare l'investimento, sappiamo tutti che questo è un ragionamento da gatto che si morde la coda e poi suvvia la "libertà di religione" è un diritto sancito dalla costituzione e va tutelato. Se volete possiamo anche metterla così! E il computer in ogni scuola di Veltroni ? Quando arriveranno? (guardate che Clinton e il suo illuminato vice, nel paese "ammazza stato sociale" entro il '97 ha intenzione di realizzare il "dream", un computer su ogni banco e quelli fanno sul serio! Insomma il rischio che l'Italia aumenti il suo gap tecnologico col resto del mondo è reale e la velocità di diffusione di Internet rischia di aggravarlo. Probabilmente tutti dovrebbero fare la loro parte e meglio su questa materia, comprendendo che non è in gioco solo una nuova moda ma la capacità del paese di essere all'altezza del progresso mondiale, che non aspetterà sicuramente noi. Certo nel paese in cui, giustamente, negli ambienti colti, sbagliare una citazione latina è ancora cosa assai grave, ma dove è anche possibile vantarsi di non saper usare il computer facendone di ciò addirittura un vezzo intellettuale, tutto diventa più difficile. "E' meglio Mario che non sa cos'è un PC" racconta senza ironia la canzone vincitrice del premio più educativo (sic!!) del nostro paese: LO ZECCHINO D'ORO e nessuno si è scandalizzato. In Norvegia l'autore probabilmente lo avrebbero processato per incitamento all'ignoranza. Credo che se si andrà avanti così, senza interventi decisi di carattere realmente educativo, soprattutto nel mondo della scuola resteremo sul serio troppo indietro per recuperare. Personalmente come mujaheddin della fede di Internet proporrei intanto pene corporali per quella famosa conduttrice della Rai, che presentando il concorrente del quiz della serata, affermava candidamente, davanti a milioni di telespettatori, di cui probabilmente tanti giovani e bambini: "Oddio lei lavora coi computer, ma come fate ad usare quelle cose misteriose, io proprio rabbrividisco...." Vilipendio alla religione!!!

Domenico Pennone

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